L’apprendimento esperienziale di Kolb

di Antonio Beatrice

Lo stile di apprendimento esperienziale (David A. Kolb) – David A. Kolb, docente di Psicologia Sociale alla Harvard University, ha introdotto in letteratura il concetto di “apprendimento esperienziale”, un processo dove la conoscenza si sviluppa mediante l’osservazione e la trasformazione dell’esperienza. L’apprendimento esperienziale è un riferimento per tutte le attività di progettazione della formazione sin dalla metà degli anni ottanta.

Kolb individua quattro fasi (o stadi) di apprendimento così schematizzate:

  • stadio delle esperienze concrete (EC), dove l’apprendimento è prevalentemente il risultato delle percezioni e delle reazioni alle esperienze;
  • stadio dell’ osservazione riflessiva (OR), dove l’apprendimento deriva prevalentemente dall’ascolto e dall’osservazione;
  • stadio della concettualizzazione astratta (CA), in cui l’apprendimento si concretizza mediante l’analisi e l’organizzazione sistematica delle informazioni e dei relativi flussi;
  • stadio della sperimentazione attiva (SA), in cui azione, sperimentazione e riscontro dei risultati rappresentano la base dell’apprendimento.

Nello stadio delle esperienze concrete il focus è sul coinvolgimento diretto e personale. Questo atteggiamento coinvolge la sfera emotiva e l’interpretazione dell’esperienza tende ad evidenziare la sua unicità e la sua complessità piuttosto che eventuali teorizzazioni di carattere generale. Il risultato è vissuto come un risultato di tipo personale ed è favorito da un approccio intuitivo e dalla capacità di adattamento situazionale. Durante la formazione, le attività che favoriscono questa fase sono le attività di laboratorio, i lavori sul campo, gli esempi, le simulazioni, i giochi di ruolo, il “training on the job” e in generale tutte le attività che richiamano la concretezza e l’applicazione. Durante la fase di osservazione riflessival’apprendimento si focalizza sulla comprensione dei significati attraverso l’ascolto, il confronto e l’osservazione imparziale. Assumono importanza la comprensione, la qualità dell’ analisi e la sua attendibilità. Nella formazione gli strumenti che meglio facilitano questa fase sono la lezione, le letture specialistiche, i riferimenti autorevoli, la discussione, i case history.

Nello stadio della concettualizzazione astratta l’apprendimento si focalizza sull’organizzazione logica dei contenuti e sulla possibilità di individuare regole e dinamiche di processo, applicabili in maniera generalizzata. Si elaborano teorie e dimostrazioni astratte attraverso analisi, individuazione dei concetti chiave, dei nessi di causa ed effetto.
Gli strumenti per il training sono le lezioni, gli articoli, i modelli, la rappresentazione grafica e i diagrammi. Nella sperimentazione attiva ci si focalizza sulla ricerca di opzioni per il cambiamento e l’evoluzione. L’azione e le possibili applicazioni sono dirette ad un obiettivo di funzionamento. Simulazioni, team working, laboratori, sono indicati per favorire questo stadio dell’apprendimento.
Un apprendimento efficace e completo vede coinvolte tutte le quattro fasi del processo e non è importante da quale delle quattro si sia partiti. È possibile, infatti, iniziare l’apprendimento da qualsiasi punto del ciclo, e ciascuno stadio ha bisogno di abilità diverse per essere svolto nel migliore dei modi. Una maggiore o minore inclinazione o predisposizione per ciascuno di questi stadi determina un diverso stile di apprendimento. Kolb descrive, infatti, degli stili di apprendimento basati su due assi: il primo asse ha per poli EC (Esperienza Concreta) e CA (Concettualizzazione Astratta) e il secondo asse SA (Sperimentazione Attiva) e OR (Osservazione Riflessiva). In corrispondenza dei quadranti prodotti dai due assi, Kolb evidenzia 4 stili di apprendimento che corrispondono a quattro tipologie di profili personali. Il quadrante compreso tra SA e EC, ci da uno stile adattivo (su alcuni testi anche definito accomodante); la combinazione EC e OR, ci da lo stile divergente; la combinazione OR e CA, ci da lo stile assimilatoreed, infine, la combinazione CA e SA ci dà lo stile convergente.

I CONVERGENTI sviluppano solitamente abilità nell’applicazione pratica delle idee. Sono orientati all’azione e propendono per la messa in pratica delle idee il più rapidamente possibile. Una discussione troppo lunga e con molte variabili rischia di renderli impazienti. Questo stile è stato definito “convergente” perché risponde al profilo di una persona che si trova a suo agio in quelle situazioni in cui si converge verso una singola opzione (o verso un numero limitato di opzioni). Si tratta di un profilo efficiente nell’operatività ma rigido che apprende per prove ed errori e predilige, di conseguenza, un ambiente che favorisce la sperimentazione e non penalizza gli sbagli.

I DIVERGENTI hanno delle strategie opposte a quelle che caratterizzano lo stile convergente. Preferiscono l’esperienza concreta e l’osservazione riflessiva, sono interessati alle persone e investono molto sul piano relazionale ed emotivo. Sono sempre alla ricerca di ulteriori approfondimenti e significati ed hanno solitamente interessi vari e interdisciplinari. Hanno maggiore facilità ad uscire dagli schemi e necessitano di dialogo e generazione di idee alternative.

Gli ASSIMILATORI sono abili nella sistematizzazione dei concetti e nell’elaborazione di modelli teorici costruiti attraverso ragionamenti induttivi. Assimilano le conoscenze raccogliendo dati e informazioni. Sono obiettivi, razionali e logici e manifestano un forte orientamento al compito e un basso orientamento alla relazione. Il loro eloquio è logico e razionale. Individuano l’esperto come figura di riferimento in ottica di apprendimento.

Gli ADATTIVI (o ACCOMODATORI) hanno delle caratteristiche opposte agli “assimilatori”. Preferiscono l’esperienza concreta e sono in grado di adattamenti intuitivi alle situazioni. Mostrano difficoltà nel decodificare a posteriori i processi che loro stessi hanno attivato e prediligono ripetersi apportando nuove modifiche ai comportamenti. Sono fortemente orientati ai risultati e il loro focus è diretto alle conseguenze delle loro azioni. Solitamente propendono per l’assunzione di responsabilità e l’agire per obiettivi li stimola. Sono disposti a sacrificare l’efficienza di una soluzione per l’ottimizzazione del risultato.

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